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Il titolo dell'opera, Suroît, implica un viatico romantico, simbolico ed evocativo: il nome di un vento che trasporti questi componimenti in fuga, verso altri territori, altre culture, lettori, autori. All'interno di Suroît (altro nome dato al Libeccio, vento violento a raffiche in tutte le stagioni, porta con sé calore e sabbia) si susseguono, in ordine alfabetico: Paolo Gentili con Silloge dal volume inedito Quaderni giocosi; Alfredo Guarino con Ciottoli di cammino; Bruna Marino con Le cose della Vita; Luca Merra con Passeggiata tra amici; Emilio Sessa con Versetti di Vita; Paolo Tardelli con Il profumo dell'infinito.