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"P. K. Dick è ormai ritenuto la più grande firma del panorama letterario postmodernista. Il complesso rapporto che lo scrittore ha intrecciato con la malattia mentale rappresenta l'imprescindibile punto di partenza da cui operare un'analisi della sua "oeuvre", invariabilmente imperniata sulla fondante questione della conoscenza della realtà in sé. I mondi descritti sono universi in cui il processo conoscitivo rifiuta la distinzione tra "normalité", "folie" e "déraison" ed in cui l'insistenza su tematiche legate alla psicopatologia mentale si intreccia alla disperata ricerca di una verità, penultima che possa essere, la cui immanenza rimanderebbe all'esperienza di comunione empatica, ultimo senso dell'esistenza umana. Acuto interprete del suo tempo, ha saccheggiato le diverse epoche, correnti letterarie e approcci esistenziali per portare avanti quell' impietoso e sofferto viaggio senza ritorno nelle spirali labirintiche della mente umana, oltre ogni concetto di sanità o malattia mentale."