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Abbiamo tutti sperimentato cosa significhi stare dentro uno strazio nel quale non resta che la speranza, intesa come forte bisogno che gli eventi volgano al meglio e che la sorte cambi registro. Conosciamo molte versioni/visioni del mondo nelle quali dentro questa "vaga aspirazione al Bene" (così definiscono "speranza" i maggiori dizionari d'italiano) rientrano ottimismo e fede. È questo il punto di ogni nostra impotenza: quello in cui il dolore, nostro o di chi amiamo, non ci offre possibilità pragmatiche di intervento, e allora non resta che "sperare"... Il volume muove dunque dallo studio degli equivoci che negli ultimi anni hanno riguardato speranza e resilienza, facendole assomigliare piuttosto ai superpoteri di Wonder Woman e Superman, anziché al particolare moto interno nel quale la fragilità si riconosce non da "superare" ma da integrare, e conduce il lettore verso un approdo particolare: quello nel quale la speranza è "la prima a morire" poiché, proprio morendo, innesca possibilità di Ri-Scritture e Ri-Scatti altrimenti impensabili.