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La morfologia della città contemporanea, con la sua inedita articolazione, scardina le vecchie coordinate geografiche e sociali attraverso le quali venivano interpretati i fenomeni urbani. Le rinnovate dinamiche di polarizzazione economica e la generale riarticolazione funzionale degli spazi rendono obsoleto il tradizionale schema centro-periferia, sul quale si basava lo sviluppo della città moderna. Così anche nella Roma contemporanea il confine tra centro e periferia si è progressivamente opacizzato rendendo sempre meno visibile la distinzione tra i due poli dialettici. Ed è da questa constatazione - ormai condivisa dalla maggior parte degli studiosi e degli interpreti della dimensione urbana - che emergono i quesiti da cui prende le mosse questa opera: è possibile affermare con certezza l'obsolescenza della categoria di periferia, come elemento dialettico rispetto al centro? Cosa rimane e che cosa è cambiato delle vecchie periferie romane?