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"Il Castello Odescalchi, così maestoso, massiccio, inamovibile, ha ottenuto, in effetti, in eredità dalla settima arte la possibilità di tramutarsi continuamente, rigenerarsi nel tempo, errare nella storia e nel mondo un po' come capita alla sferragliante casa-creatura di Howl in uno dei capolavori del poeta Miyazaki, nonché di ospitare, anziché i propri defunti abitanti, una schiera di spettrali sembianze invulnerabili ai ghostbusters in quanto sdoppiate tra attori celebri e celebri personaggi: una miscellanea di ruoli vanesi o intensi, dialoghi prosaici o profondi, look fantasiosi o mimetici, ugualmente votati a tramandare storie d'alto livello stilistico, bozzetti dalle tonalità esilaranti, visioni distorte o improbabili, ma, quel che importa, quasi sempre avvincenti." (Valerio Caprara)